Andrea Bosio
Paesaggi Possibili
[Mauerpark]

L’Artista si è cimentato nell’ esplorazione dei vuoti urbani chiusi da recinzioni e sottratti alla città di Berlino, documentandoli attraverso la fotografia.
L’installazione realizzata all’interno del Mauerpark ripropone provocatoriamente uno spazio di difficile fruizione, all’interno del quale è possibile sbirciare soltanto attraverso una piccola finestra e accedervi, scavalcando le pareti perimetrali, tramite una ripida scala a pioli. All’ interno il reportage fotografico invita alla riflessione sulle potenzialità di questi luoghi urbani, privi di una precisa funzione e di una identità propria, sulla loro effettiva “apertura” verso la città e sul loro pubblico utilizzo.

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Guido Castagnoli
Memoria Sinantropica
[Mauerpark]

La natura, stretta e limitata nel tessuto urbano, soffre e lotta per la sopravvivenza, nonostante ciò resiste e vive. La si osserva crescere con tenacia e, spesso, con la lentezza ciclica delle stagioni, invadere e strappare spazio all’asfalto e al fare umano.
Tuttavia la vita della flora urbana è delicata e fragile, impotente di fronte alla decisione di trasformare un parco in terreno edificabile; e quando ciò accade non rimane più nulla a ricordare quell’esistenza precedente.
Memoria Sinantropica è una riflessione sulla vegetazione a crescita spontanea nel tessuto urbano di Berlino, una documentazione puntale e poetica del vivente.

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Oscar Colombo
Pink Area
[Mauerpark]

Un quartiere “fantoccio” fatto di casette di legno tridimensionali occupa i prati del Mauerpark.
Le facciate rosa non hanno nè porte nè finestre, blocchi chiusi verso l’esterno in una muta monumentalità.
Tuttavia, davanti a noi, assomigliano a piccole casette di bambole, sollevabili e trasportabili.
Una mobilità dell’opera che permette alle numerose persone contrarie all’edificazione dell’area di rimuovere gli edifici-pupazzo, scongiurando simbolicamente il pericolo edilizio.
L’installazione è completata da interventi “street”, realizzati con cartelli stradali personalizzati applicati vicino a quelle esistenti.

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Jihane Soua
Tapié Vert
[Mauerpark]

Un tappeto “erboso” di 1500 chiodi è metafora di ciò che rappresenta lo spazio analizzato all’interno del Mauerpark: un non-luogo perso nell’ incertezza della sua futura conversione.
Un terreno inutilizzato ed inutilizzabile, respingente e scomodo.
Il lavoro dell’Artista mette in gioco questa indeterminatezza costruendo un luogo “vivo”, di un verde brillante ma dall’aspetto pericoloso e innacessibile, che lo trasforma in uno spazio inutile.

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Marco Villani
Mauer Park
[Mauerpark]

Realizzando un video sulla vita all’interno del Mauerpark, l’Artista ne ha documentato la quotidianità attraverso una serie di interviste.
Le persone ritratte espongono in una battuta la loro opinione sulla destinazione delle aree non ancora completate del parco.
Ne risulta una voce corale che si oppone all’idea della costruzione di nuovi appartamenti e, contemporaneamente, favorevole all’estensione dell’area verde.
La vita del Mauerpark emerge con forza, con la sua carica originale e vitale, un ottimo punto di partenza per una riflessione profonda sull’utilizzo dei parchi urbani a Genova, e sul nostro senso di appartenenza dello spazio pubblico.
Il video è stato poi installato all’interno del parco, e trasmesso su un monitor collocato in un salotto di panche d’erba, precedentemente realizzato dall’ artista berlinese Frauke Hehl.

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Happenstudio
[Taro Furukata, Marie Kranich, Nathalie Nienkemper, Jorg Resch, Sabine Panossian, Ryoko Kavashima, René Simon]
The Real Estate
[Mauerpark]

Gli Artisti del gruppo berlinese Happenstudio spingono i passanti alla riflessione sulla salubrità dell’area oggetto di intervento nel Mauerpark, in passato sede di un tratto ferroviario per il trasporto merci.
Un tavolo con quattro sedie ricorda metaforicamente uno spazio domestico.
Le sedie vengono ribaltate e poggiate sopra il tavolo: un provocatorio invito a “ripulire il terreno contaminato“, così come ciascuno di noi fa abitualmente col pavimento della propria casa.

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